Le Neviere di Aritzo

Le Neviere di Aritzo

Aritzo è stata famosa per il commercio della neve e per la produzione del famoso sorbetto chiamato Sa Carapigna.

Un patrimonio di ingegno, tradizione e freschezza

Nel cuore della Barbagia, tra i ginepri e le felci della località Funtana Cungiada, a circa 1300 metri di altitudine, si nasconde uno dei tesori più affascinanti della storia aritzese: le neviere, conosciute in lingua sarda come domos de su nie.

Questi antichi pozzi circolari, profondi diversi metri e delimitati da muretti a secco, venivano utilizzati per conservare la neve invernale fino all’estate. Collocati strategicamente lungo i canaloni dove la neve si accumulava naturalmente, venivano riempiti con secchi e cestini, poi isolati con strati di paglia, felci e terra per mantenere il freddo.

Durante i mesi caldi, la neve trasformata in blocchi di ghiaccio veniva trasportata a dorso di mulo verso i paesi dell’isola, dove serviva a produrre la celebre carapigna, un sorbetto al limone artigianale, antesignano del moderno gelato. Questo commercio, attivo già dal XVII secolo, ha reso Aritzo un centro nevralgico per la distribuzione del ghiaccio in Sardegna.

Un’eredità identitaria

Le neviere non sono solo strutture ingegnose, ma simboli di identità comunitaria. Gli abitanti di Aritzo, noti anche come niargios o montalgios, erano riconosciuti in tutta l’isola come venditori di neve, castagne e carapigna. Il loro lavoro stagionale ha contribuito a definire il carattere intraprendente e solidale della comunità.

Oggi, le neviere sono visitabili e raccontano una storia di adattamento, ingegno e rispetto per la natura. Non lontano da esse sorge la chiesa di Santa Maria della Neve, ricostruita nel 1925, che testimonia il legame profondo tra il territorio e il suo paesaggio innevato.

Un invito alla scoperta

Visitare le neviere significa immergersi in un passato fatto di fatica, creatività e sapienza popolare. È un’esperienza che arricchisce il viaggio ad Aritzo, offrendo uno sguardo autentico sulla cultura montana sarda.